NO AD UN FILM GIA’ VISTO

Il finale di Cagliari – Roma ha fatto saltare i nervi a molti tifosi giallorossi e come ad ogni risultato negativo, la testa di Mister Di Francesco è stata nuovamente posta sotto la ghigliottina, in attesa di sganciare la scure.
Non tutti però sono convinti che la “pena capitale” nei confronti dell’allenatore, rappresenti la strada giusta da percorrere.

Noi siamo tra questi.
E’ giunta l’ora di dare una svolta alla nostra povera storia calcistica,  quella di una società che non ha vinto praticamente nulla in 91 anni: appena 15 trofei, di cui solo 3 realmente nobili.

Non possiamo sempre cambiare idea in base al risultato della domenica.

Forse siamo tifosi provinciali, spesso infantili, che non sanno “tenere botta” emotivamente ad una situazione difficile, e quindi pur di placare la nostra insofferenza, puntiamo i piedi come i bambini e chiediamo la testa di qualcuno, in genere dell’allenatore, ma anche del DS Monchi e poi del Presidente.
L’importante è fare qualcosa di “rumoroso” per poter dire: “ahh, finalmente, questo o quello ce lo siamo tolti dalle scatole, ora si che cambierà musica”.
Così avremo i nostri mille secondi di gloria personale.

E’ un film già visto troppe volte, anche quando sono arrivati allenatori di buon blasone,  vedi Ranieri o Spalletti, ma anche Garcia, meno blasonato ma osannato il primo anno e crocifisso tra il secondo e il terzo.

Eusebio sbaglia alcune cose, e qualche partita forse possiamo anche “accollargliela”, ma in un anno e mezzo ha dato un’impronta alla squadra, e questa impronta ha il suo apice lo scorso anno, durate la partita Barcellona – Roma.
Si esatto,  non al ritorno, non al 3 a zero in casa, che sarebbe stato troppo facile e scontato come molti dei commenti social che si leggono, ma all’andata, quando abbiamo perso 4-1, con un paio di rigori negati e un pizzico di sfortuna che non guasta mai (autorete di DeRossi e Manolas).

In quella partita abbiamo visto la NOSTRA ROMA giocare nella metà campo avversaria, andare a prendere i giocatori del Barcellona nella loro metà campo..! mentre ricordo bene altre prestazioni al Camp Nou con vere e proprie barricate (anche in casa nostra a dire il vero) dove andavamo solo a difenderci, cercando di subire il meno possibile per subire poi tutto, umiliazione compresa, e perdere anche la faccia oltre alla gara stessa.

Barcellona – Roma è  stata una partita di svolta, una svolta mentale, un SI PUO’ FARE, che normalmente non ci appartiene, perchè oltre ad essere provinciali ed infantili, siamo una tifoseria che si caga sotto, questa è la nostra verità, con una paura di perdere incredibile.
Già in Chelsea – Roma si era visto un cambio di rotta,  ma il Camp Nou è come un esame di Stato, un certificato pubblico spendibile ovunque.

Chi non riconosce il lavoro del tecnico ed è pronto ad abbandonarlo alle prime difficoltà, è come un bambino che vuole tutto e subito, che poi tanto quest’anno, il “tutto”, se lo prenderà la Juventus.

Almeno per il campionato e la Coppa Italia,  questo è un anno dove tutti stanno buttando il loro tempo e le loro energie, perchè non c’è mai stato  un anno più segnato e deciso di questo.

Se invece in questi mesi  riesci ad inserire gli elementi nuovi e farli crescere (sono veramente pischelli alcuni), da settembre ci ritroveremo una squadra giovane ma con più esperienza e avendo sistemato il bilancio lo scorso anno, se le mosse in entrata saranno corrette, allora forse si potrebbe lottare per qualcosa di importante.

Con questo non stiamo dicendo che il Mister non possa essere criticato o anche  messo in discussione,  ma più semplicemente che alcune partite potevano essere vinte a prescindere dall’allenatore, e  sarebbe un errore effettuare un cambio in corsa portando nella capitale trainers di pari livello, tecnici bravi e preparati ma che non hanno vinto nulla, per poi ritrovarci nella stessa situazione tra 12-18 mesi.

Solo per Antonio Conte si potrebbe fare un’eccezione, perchè  rappresenterebbe l’opportunità di portare a casa un grande allenatore, uno che ha vinto in Italia e all’estero, scaricando automaticamente la responsabilità dei risultati sui giocatori e sfruttando questi mesi per costruire con lui la Roma del futuro.

In mancanza di ciò,  i giocatori vanno responsabilizzati dalla società.  Ecco perchè fa benissimo Monchi a non discutere il Mister, almeno ora.

Finalmente abbiamo un DS che non si fa trascinare dalla voce del popolo, di giornali e media  che vorrebbero la testa dell’allenatore.

Certo, un elemento alla Roma manca. Manca un dirigente italiano che si occupi della squadra insieme a Monchi, ma che sia per i giocatori il vero rappresentante della società, che non può essere il DS (vecchio errore fatto anche quando Sabatini venne lasciato senza Baldini) e nemmeno un Baldissoni che è bravissimo a fare altro ma non è uomo di sport, di campo.
Manca un Montali ad esempio, figura di un altro spessore.

Tornando al Mister attuale, ricordiamo a tutti , anche a quegli sventurati ROSICONI che campano emotivamente costruendo ghigliottine per il sadico gusto del sangue, che dopo Nils Liedholm, l’unico allenatore che ha portato la Roma in semifinale di Champions è stato il grandissimo Fabio Capello…ahh no….è stato Luciano Spalletti, ahh nooo…(7-1 a Manchester ed eliminazione clamorosa nei preliminari due anni fa).
L’unico allenatore che dopo Nils Liedholm CI HA REGALATO I BRIVIDI SPORTIVI  di una semifinale di Champions League,  è stato Eusebio Di Francesco. PUNTO
Chi pensa ad una coincidenza, ad una botta di fortuna o di zone del corpo meno nobili, non sa nemmeno come si scrive la parola Calcio.

Forza Mister, Forza DS, tenete botta, lavorate sempre di più, prendete a manganellate i giocatori appiccicandoli al muro (è quello che farebbe Conte, tanto vale che lo facciate direttamente voi).

Dovete farlo perchè in campo ci vanno loro, così azzitterete tutti quelli che  popolano il nostro magico mondo, quello dell’AsRoma.

Firmato: tifosi diversi.

 

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