L’OTTAVO PALLONE D’ORO

Lev Ivanovič Jašin, Mosca, 22 ottobre 1929 – Mosca, 20 marzo 1990) è stato un calciatore e hockeista su ghiaccio sovietico, di ruolo portiere.

Soprannominato Ragno nero per via dell’uniforme scura che era solito indossare, è ritenuto da molti il miglior portiere della storia del calcio. Unico nel proprio ruolo a vincere il Pallone d’oro, nella classifica della International Federation of Football History and Statistics è stato votato come miglior portiere del XX secolo. Inoltre occupa l’11ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.

Nell’arco della propria carriera calcistica, Jašin ha sempre militato nella Dinamo Mosca, con cui ha conquistato cinque campionati sovietici e tre Coppe dell’URSS. Conta 74 presenze nella nazionale sovietica, con la quale ha vinto una medaglia d’oro ai Giochi olimpici del 1956 e un campionato europeo nel 1960. Nel 1964 ha nuovamente raggiunto la finale del torneo continentale, perdendola contro la Spagna.

Da calciatore ha disputato 812 incontri ufficiali, mantenendo la porta inviolata in 207 occasioni (270 secondo altre fonti).

Nel 1953, prima di dedicarsi al calcio, ha vinto una coppa sovietica di hockey su ghiaccio, sempre come portiere della Dinamo Mosca.

…iniziò a lavorare in fabbrica a 14 anni, durante la seconda guerra mondiale…

Per i meriti sportivi acquisiti nel corso della carriera e per il lustro dato all’URSS, Jašin fu insignito nel 1967 dell’Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica in tempo di pace, la seconda in assoluto per importanza. Nato in una famiglia di operai dell’industria pesante, iniziò a lavorare in fabbrica a 14 anni, durante la seconda guerra mondiale, per rimpiazzare i colleghi più anziani impegnati al fronte. Le sue qualità di portiere si evidenziarono subito, vista la prontezza di riflessi con cui il giovane Jašin riusciva ad afferrare al volo bulloni e altri oggetti che i suoi compagni di fabbrica gli tiravano per gioco.

Jašin è stato un portiere longevo, in grado di mantenere alti livelli di rendimento per tutta la carriera, durata 22 anni. Le grandi doti fisiche e i notevoli riflessi gli consentivano di coprire efficacemente lo specchio della porta e di compiere interventi ad alto coefficiente di difficoltà. Tuttavia, il suo stile era sobrio: poco incline a tuffi vistosi, il portiere sovietico prediligeva essenzialità e posizionamento. Abile nelle uscite, era inoltre dotato di una spiccata propensione a parare i rigori: si stima che abbia neutralizzato oltre cento tiri dal dischetto, sebbene le statistiche al riguardo siano imprecise e a volte discordanti. Sandro Mazzola, al quale Jašin bloccò un penalty durante l’Europeo 1964, ebbe a dire in proposito: «Mi sentii ipnotizzato. Quel giorno il mio tiro andò dove voleva Jašin».

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David De Maria

David De Maria

Appassionato tifoso della Roma e grande conoscitore dello sport in generale. Scrive di calcio e interviene come opinionista in diverse radio dedicate allo sport nella regione Lazio.

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