IL FINALE PERFETTO

Non è mai un bel giorno quando uno sportivo arriva alla fine della propria carriera, ma nessuno, nessuno può desiderare una conclusione così appagante e coinvolgente come quella di Kobe.

Kobe Bean Bryant è nato a Filadelfia, il 23 agosto del 1978, e le sue radici cestistiche, per chi non lo sapesse, sono Italiane.
Il padre Joe ha giocato a Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia, con al seguito sempre e costantemente Kobe.

In giovane età torna negli USA, e in pochi anni stabilisce il record di punti nel campionato statale, segnando 2883 punti! Pazzesco.

Grazie al Draft del 96 e ad un gioco d’astuzia dei Lakers, il giovane Bryant si accasa a Los Angeles dove trova Shaquille O’Neal e una squadra che punta alla vittoria finale.

La sua ultima partita è stata incredibile, 60 punti…

Passa qualche anno e i Lakers arrivano al titolo nel 2000, 2001 e 2002 grazie anche a Phil Jackson che con la sua esperienza riesce a gestire i vari campioni della franchigia di Los Angeles. Chiaramente Kobe è protagonista diventando ogni anno sempre più forte e decisivo, aumentando la sua media punti in maniera vertiginosa superando record su record e soprattutto mostrando al mondo intero colpi che fino a quel momento pochissimi avevano fatto vedere…Kareem Abdul Jabbar e Michael Jordan.

Parlare ancora tanto delle sue vittorie e dei suoi record sarebbe riduttivo. Negli anni i suoi compagni sono cambiati, ma lo hanno attorniato sempre grandi campioni, Pau Gasol, Odom e tanti altri, ma lui non ha mai smesso di segnare e dare spettacolo. All’attivo ha 26 punti a partita, 4,7 assist, 5,3 rimbalzi e un totale di 1800 palle rubate ed ha realizzato oltre 33000 punti ed è terzo nella classifica dei migliori realizzatori di sempre nei play-off con 5640!

È un vincente, oltre alla NBA ha portato a casa anche Olimpiadi mondiali e premi di vario genere (il più giovane giocatore dell’All Star Game), miglior realizzatore di sempre dell’All Star Game, maggior numero di rimbalzi, maggior numero di recuperi e tantissimi altri record ma quello che più mi ha impressionato in queste sue ultime partite è l’amore per questo sport.

Giocava come se avesse ancora 20 o 30 anni di carriera davanti e ad ogni azione era determinante, decisivo, la gente sugli spalti lo guardava ad occhi spalancati e nel vedere la palla entrare nella retina si emozionavano ancor di più di quando vinceva titoli, medaglie, mondiali e Olimpiadi.

La sua ultima partita è stata incredibile, 60 punti e nessun giocatore della squadra avversaria ha regalato nulla a “Black Mamba”. A chiunque verrebbe da dire “perché non gioca ancora 4 o 5 anni”, sarebbe fantastico, ma si è ritirato senza rimpianti dando il meglio di sé.

Una cosa è certa, Kobe Bryant sarà ricordato come uno dei giocatori più forti e talentuosi di sempre, e il suo finale può soltanto definirsi…PERFETTO

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David De Maria

David De Maria

Appassionato tifoso della Roma e grande conoscitore dello sport in generale. Scrive di calcio e interviene come opinionista in diverse radio dedicate allo sport nella regione Lazio.

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